ARCHIVIO
2008

Drawings on paper
Metal
Variable size structure
archive variable dimensions Hicetnunc 2005 San Vito al Tagliamento Elena Armellini
In un’epoca in cui la materia sembra dissolversi nel virtuale, Archive cerca di restituire peso, consistenza e silenzio alle cose.
Cristalli trasparenti e pietre opache – reali o evocate – diventano segni di una conoscenza geologica e interiore, dove ogni frammento trattiene il tempo come una lente fossile.
L’installazione si dispiega attraverso due gesti complementari.
Nel primo, i disegni si accumulano come fasci, come campioni raccolti durante viaggi dimenticati. Si stratificano sul muro, mappando una materia instabile, un archivio visivo di forme lucide o opache, levigate o fratturate. Un atlante intuitivo, dove il nord è tracciato dal modo in cui la luce si rifrange.
Nel secondo gesto, i disegni sono perforati e impilati su punte metalliche affilate, come fascicoli d’archivio o documenti esauriti. Qui, l’archivio diventa anatomico: tagliato, forato, ammucchiato. È un’indagine sul corpo del segno, sulla fine della sua funzione e sulla sua sopravvivenza come reliquia o detrito.
L’archivio è uno spazio sia materiale che mentale, dove ogni forma conserva una temperatura, una vibrazione, un’eco.
Non esiste un sistema: solo raccolta.
Non esiste un catalogo: solo tempo.



























